Corsa delle Carrozzelle

Il contenuto di questa pagina è stato gentilmente fornito da Maurizio Zambardi
 

Così come a Siena si disputa il "Palio", a Pamplona in Spagna la "Corsa con i tori", a Ururi, nel Molise, la "Carrese", corsa di carri trainati da buoi, a San Pietro Infine (Caserta) si svolge un'altra avvincente gara, detta "corsa delle carrozzelle". Un evento che tiene la gente indaffarata e in allegria per diverse settimane.

Le prime gare risalgono a una ventina di anni fa, anche se le origini vanno ricercate nel dopoguerra, quando un gruppo di alcuni audaci ragazzi, sopperiva alla mancanza di giocattoli, costruendosi rudimentali "carrozzelle" in legno. Ancora oggi, i ragazzi di allora, con nostalgia e orgoglio per la loro temerarietà, ricordano di quando, mossi dall'attrazione verso qualsiasi mezzo di locomozione, percorrevano le bianche strade del paese, sulle vetture che si erano costruite.

Dagli inizi degli anni ottanta, il festoso rumore dello sferragliare delle ruote metalliche sull'asfalto arroventato dal sole, e l'animoso agonismo dei partecipanti alla singolare "corsa delle carrozzelle" allieta le estati sanpietresi. Si tratta ormai di una tradizione invalsa.

Le "carrozzelle", mosse dalla sola forza di gravità, sono costruite artigianalmente, prevalentemente col ferro, ma non di rado si utilizza anche il legno o la plastica per rendere le vetture più aerodinamiche, mentre le ruote sono realizzate con cuscinetti a sfere.

Di anno in anno sempre più elaborate, le vetture, hanno raggiunto oggi un notevole grado di perfezione. In ogni caso sono sempre legate alla creatività dei partecipanti. Spesso vengono riutilizzati pezzi di autovetture, recuperati nei depositi delle autodemolizioni, quali manubri e volanti, freni e quanto altro risulta utile alla migliore manovrabilità.

In improvvisate officine, per settimane, e spesso anche per mesi, squadre di costruttori sono indaffarati attorno alle loro carrozzelle. Si sentono battere ferri, stridere flex e si vedono lampi di saldatrici. Vengono coinvolti anche meccanici e carrozzieri e il risultato del loro lavoro viene tenuto segreto fino al giorno della gara.

Nelle ore in cui non lavorano, le squadre si ritrovano davanti ai bar, dove si scambiano frecciate ironiche e intanto cercano di carpire eventuali segreti e innovazioni tecniche degli avversari.

Per regolamentare le gare, nel tempo sono state fissate una serie di norme, dettate dall'esperienza delle corse precedenti. Sono obbligatori, per esempio, il casco, la tuta e gli scarponi. Sono inoltre stati fissati limiti di misure e di peso delle vetture (che non possono superare i 150 chili, pilota compreso), cosí come i cuscinetti non possono superare i 15 centimetri di diametro.

Oltre ad essere fornite di idoneo sistema frenante, le "carrozzelle", vengono abbellite con colori vivaci e bardate in modo da creare simpatiche note di folclore paesano.

Prima del sorteggio che stabilisce l'ordine delle singole discese che vengono cronometrate, si procede alla pesa delle vetture e del pilota, poi, una volta stabilita la griglia di partenza, in base ai tempi cronometrati, inizia la gara vera e propria con la partenza simultanea di tutte le "carrozzelle". In alcuni punti le vetture raggiungono velocità anche molto elevate, sfiorando a volte gli ottanta chilometri orari.

Di anno in anno si avvicendano sempre diversi organizzatori. In realtè l'organizzazione è molto impegnativa e comporta responsabilità notevoli. Sempre comunque sarebbero consigliabili alcuni provvedimenti come l'assicurazione e la presenza di un pronto soccorso.

Il percorso, delimitato nei punti cruciali da balle di paglia e pneumatici, parte all'imbocco del "paese vecchio", nei pressi della "Croce", e si svolge prima lungo Via Annunziata Lunga, prosegue poi per Viale Degli Eroi, per concludersi all'altezza della piazza, dove una marea di gente attende l'arrivo.

La maggior parte dei piloti corre seduta o semisdraiata con i piedi in avanti, ma c'è qualche caso in cui il pilota corre sdraiato con la testa in avanti (ma è più pericoloso) e si contendono coppe e medaglie e qualche volta anche prodotti in natura o premi in denaro. Ma quello che spinge i piloti, non sono i premi bensì lo spirito di agonismo e anche, perché no?, di avventura. Per mesi avranno di che raccontare.

Certo, la gara delle "carrozzelle" costituisce uno spettacolo da vedere.