I Frantoi
Il contenuto di questa pagina è stato gentilmente fornito da Maurizio Zambardi
La produzione dell'olio d'oliva è sempre stata ed è tuttora, la risorsa principale del paese, ecco perché nel suo territorio erano dislocati diversi frantoi.
Nel Vecchio Centro, in Piazza San Nicola, si trovava il frantoio della famiglia Comparelli, che fino a qualche anno fa racchiudeva ancora al suo interno una vasca di molitura, a trazione animale, con tre macine, il tutto in pietra locale.
Della famiglia Brunetti erano due frantoi l'uno posizionato sotto il loro Palazzo, l'altro adiacente al primo, era stato costruito in maniera tale da potervi accedere dal Palazzo attraverso un camminamento sotterraneo.
Lungo la Via Colomba, proprio a ridosso dell'arco dei Baroni, invece, si trovava il frantoio della famiglia dei Berrillo e Nardelli.
Di fronte a questo c'era il frantoio della famiglia Troianelli e Marone. Adiacente alla casa della famiglia Masia, era situato il loro frantoio, un tempo appartenuto ad una famiglia nobile ormai estinta: i De Rossi.
Tutti questi frantoi furono distrutti durante la guerra e subito dopo ne furono costruiti altri cinque nuovi al di fuori del vecchio centro.
Essi appartenevano rispettivamente alle famiglie Bocchino, Brunetti, Masia, Nardelli e Zambardi. Oggi sono in funzione solo quelli di Brunetti e Masia.
