La Seconda Guerra Mondiale
Il contenuto di questa pagina è stato gentilmente fornito da Maurizio Zambardi
Un ulteriore periodo tragico e difficile per il paese, si aprì nel dicembre 1943, quando in seno alla Seconda Guerra Mondiale, fu coinvolto in un'operazione bellica cruenta e sanguinosa.
La situazione storica del paese nei primi giorni del dicembre del 1943, è documentata dal regista John Huston, incaricato dal governo di spiegare attraverso un film, al pubblico statunitense, perché le forze americane in Italia non avanzavano più.
Huston racconta come il centro di San Pietro Infine fosse un punto strategico per l'avanzata delle truppe alleate.
All'interno del paese arroccato, circondato da roccaforti, ben trincerato, c'erano asserragliati quattro battaglioni tedeschi. Il territorio circostante era stato minato e delimitato da fili spinati, nonostante il parere contrario d'alcuni ufficiali americani fu dato l'ordine di un attacco frontale.
Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre, l'artiglieria americana bombardò con insuccesso le postazioni tedesche.
Il giorno dopo ci fu un altro attacco, ma molti soldati furono decimati dalle mine e dal fuoco di sbarramento delle artiglierie nemiche che, dalla sommità di Monte Lungo, avevano un'ottima visuale.
Poiché durante i primi scontri la resistenza del fronte tedesco era molto tenace, gli alleati decisero di attaccare San Pietro Infine con i carri armati.
Sedici carri armati furono fatti scendere, molto probabilmente da chi non conosceva bene i luoghi, dal Passo delle Tre Torri verso il paese. Essendo la strada molto stretta i carri armati non potevano nè tornare indietro né deviare, dal momento che scendendo a destra c'era la montagna e a sinistra il vuoto. Dodici carri furono distrutti e solo quattro riuscirono a ritirarsi.
Il 16 dicembre finalmente gli americani conquistando Monte Lungo, riuscirono a liberare anche San Pietro Infine dai tedeschi dal momento che era proprio quello il punto strategico da cui i tedeschi difendevano il paese.
Il 17 dicembre le truppe alleate entrarono nel paese. Huston filmò il momento in cui le prime pattuglie americane entravano nel paese distrutto, mentre i sampietresi uscivano dalle grotte in cui erano rimasti durante gli scontri armati. Le vittime sanpietresi della guerra furono circa 130.
Il dopoguerra portò stenti e miseria. La popolazione dovette affrontare e superare durissime difficoltà: la fame, la povertà, le malattie, soprattutto la malaria, che decimò la popolazione sopravvissuta alla guerra.
Una nuova ondata emigratoria verso l'estero, contribuì a spopolare il paesino che oggi conta poco più di mille abitanti.
Tuttavia in pochi anni gli abitanti con impegno e sacrificio hanno realizzato la ricostruzione del nuovo centro abitato.
Riedificato non sulle macerie dell'agglomerato arroccato, ma più a valle, è proprio quello che oggi si può ammirare alle falde del monte Sambucaro.
